DATS

Dats_Mad Map_04Alessandra Carnelli Dompé, 28 anni, DATS co-founder
Massimilano Panseca, 28 anni, DATS co-founder

Il tuo motto
A: Quello che dovrebbe essere scolpito nella testa di ogni aspirante startupper di successo: “Build, measure, learn”.
M: “I sentieri meno battuti sono i più interessanti”.

Presentati in tre righe
A: Sono una viaggiatrice instancabile, un’appassionata d’arte e un’ottima forchetta. Sono determinata, curiosa e creativa.  I miei difetti? Sono permalosa, troppo sensibile (un difetto che, ahimé, accomuna tutti i Pesci) e poco paziente (il povero Max ne sa qualcosa!).
M: Curioso, sognatore, entusiasta. Attento ai piccoli segni del quotidiano e riflessivo sulle principali dinamiche culturali e filosofiche globali.

Dove siete cresciuta/o
A: Mi piacerebbe dire tra Londra, Parigi e Istanbul (suonerebbe molto più esotico, vero?) ma, in realtà, a Milano. La mia famiglia è al 100% milanese, pare sia una “specie” rara oggi!
M: In una cascina alle porte di Milano, immerso nel verde e circondato da personalità artistiche e creative.

Cosa sognavi da bambina/o
A: Disegnare i personaggi dei cartoni animati per la Walt Disney Animation Studios. Non per vantarmi, ma ero parecchio brava alle elementari (un giorno, vi mostrerò i miei schizzi)!
M: Esplorare la vita nei suoi fatti fisici, mentali e passionali.

Che cosa fai ora
A & M: Stiamo sviluppando DATS, un app di viaggi e lifestyle – ora in fase Beta – che rivoluzionerà la vita dei giovani viaggiatori di tutto il mondo! Modestia a parte, grazie a DATS si potrà smettere da un lato di dover ogni volta chiedere suggerimenti agli amici, dall’altro di dover rispondere ogni due per tre alla mail o al messaggio dell’amica che ci chiede dove andare a mangiare in quella città che conosciamo come le nostre tasche… Sarà tutto, finalmente, a portata di click!

Dats_Mad Map_03

Come ci sei arrivata/o
A: Con tanta determinazione e con il supporto della spalla, giusta Max.
M: In ascolto, percorrendo strade segnalate sopratutto dalla curiosità e dall’intuizione.

In che modo i tuoi studi hanno influito sul tuo percorso professionale
A: In realtà, non c’è alcuna relazione tra quello che ho studiato, Storia dell’Arte, e quello che sto facendo ora. È stato, però, durante i miei studi post-triennale all’estero, a Parigi prima e Londra successivamente, che mi sono resa conto, per la prima volta, del bisogno di uno strumento di scoperta che mettesse al centro le persone di cui ci fidiamo, i nostri amici.
M: Insieme allo studio, sono stati i viaggi, l’incontro con menti illuminate (in primis Alessandra ovviamente) e le domande sollevate dalle mie urgenze creative, a tracciare le mie scelte professionali.

Gli errori che non rifaresti
A: Essermi iscritta al triennio a Milano. Tornando indietro, sceglierei un bel campus universitario all’estero, stile Hogwarts, in mezzo a prati verdi.
M: Ogni qualvolta non mi sono fidato del mio intuito e mi sono prestato a levigare pensieri, parole e azioni per assecondare un comune sentire.

Cosa sogni oggi
A: Imparare a cucinare come si deve (chi apprezza il buon cibo, deve anche saper mettere insieme due ingredienti), percorrere la Transiberiana e diventare – perché no – la Mark Zuckerberg nel mondo dei viaggi.
M: Che si possano costruire giorno per giorno, con più verità ed entusiasmo, i nostri piccoli passi di qualità delle relazione, costruzione delle libertà di ciascuno e crescita delle conoscenze e della consapevolezza.

Se potessi scegliere, in quale città vorresti vivere
A: Non ho ancora provato il colpo di fulmine per una città…Milano è una buona soluzione perché è a misura d’uomo e ha una posizione strategica: in poco tempo sei al lago, al mare o in montagna. Se avesse i parchi curati di Londra, le piste ciclabili di Amsterdam e un’atmosfera un po’ più internazionale, sarebbe sicuramente la città dei miei sogni. Credo che stia andando nella direzione giusta però!
M: In un sottomarino simile a quello del capitano Nemo per poter continuare ad esplorare nel profondo le millimetriche avventure del mistero della nostra realtà.

La tua serata più divertente
A: Gli aperitivi-cene improvvisati a casa mia, dove il primo ospita arriva alle 7 pm e l’ultimo non esce prima delle 2 am.
M: Un’estate, su un’isola nel Mediterraneo, alle 4:30 am, convinsi un gruppo di amici e alcune ragazze conosciute durante la serata, a lasciare la discoteca per andare in una vallata dispersa tra le montagne, senza sentiero, per esplorare una grotta che avevo scoperto qualche giorno prima.  L’avventura fu memorabile, sicuramente una delle serate più divertenti.

La tua domenica
A: a perdermi tra le calli di Venezia. Mio marito è mezzo veneziano, quindi, quando possiamo, passiamo lì il weekend.
M: Il mio obiettivo ogni domenica è di non fare nulla, ma raramente riesco nel mio intento, il lavoro in una startup chiama sempre.

I tre tips senza i quali non potresti vivere
Al: L’Anteo a Milano (sì…c’è certa gente che va ancora al cinema!), un bel filetto a El Porteno, i drinks del Mag sui Navigli!
M: Mi piace variare e provare sempre qualcosa di nuovo, ultimamente a Milano frequento il bar Pravda e il ristorante Sumire.

Una persona da seguire su Instagram
A: @cntraveler
M: il mio profilo ovviamente, @issvw

http://www.datsapp.com/ – per accedere alla versione Beta iscrivetevi alla newsletter
IG: https://www.instagram.com/dats.app/
Fb: https://www.facebook.com/datsapp.page/Dats_Mad Map_01

Dats_Mad Map_02

Commenti

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *