SERENA TOFFETTI – ITCOULDBEMINE

Serena Toffetti 36 , Berlino
Founder at www.itcouldbemine.com, lecturer, creative and fashion consultant,style finder, trend researcher.

Il tuo motto
What goes around comes around.

Presentati in tre righe
Researcher for addiction, ossessiva,nostalgica, sempre “fuori tempo”,indipendente, inquieta, innamorata,determinata, esigente, ironica…ma anche paziente ( con gli altri, non con me stessa),avantgarde a tratti,  generosa… Amo condividere,collaborare, imparare. L’insegnare mi ha fatto capire che la trasmissione del proprio sapere e’ uno dei piu’ grandi regali che si possono fare agli altri. Psicologicamente lo trovo comunque devastante.

Dove sei cresciuta
Sono cresciuta nella campagna lombarda, tra fiume, boschi, campi di grano. Afosa d’estate, nebbiosa d’inverno. Un posto dove non succedeva niente e contemporaneamente un sacco di cose. Poi mi sono trasferita a Milano.

Cosa sognavi da bambina
Di vedere la barriera corallina in Australia.

etto e lolli levis and lee

Che cosa fai ora
Ho un negozio online di vintage, second season e second hand. Uomo e donna.L’assortimento e’ scelto molto accuratamente: seleziono solo pezzi esclusivi, di alta qualità e in perfette condizioni.  Mi occupo in tutto e per tutto dell’intero progetto: ricerca, selezione, comunicazione, fotografia, styling. E’ una scatola di visioni.

www.itcouldbemine.com e’ nato a fine giugno del 2015

Nei prossimi mesi vorrei trovare uno spazio dove poter vendere non solo i capi che propongo ma che funzioni anche da galleria d’arte, dove creativi di ogni genere, bikers-lovers e amanti della ricerca e dello stile possano trovare rifugio contro le intemperie di un mondo ostile …

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Come ci sei arrivata
Mi sono trasferita a Berlino 2 anni fa e mi e’ venuta quest’idea osservando la citta’, in cui il panorama moda e’ ancora molto acerbo ma allo stesso tempo lo stile individuale e’ sicuramente piu’ spontaneo e meno legato ai diktat di altri luoghi.

A Berlino non c’e’ snobismo nei confronti del second season o second hand. E il vintage , il trovarobato, non sono un trend. Sono la normalita’. Dopo il trasferimento, e dopo aver lavorato per anni per diversi clienti e gruppi importanti, ho iniziato a sentire la necessita’ di avere un progetto che fosse solo mio. Credo che sia fisiologico per un creativo. Mi sono messa nella condizione di fare una scelta obbligata e ho cominciato la mia progettazione. Sono uscita dalla mia comfort-zone insomma, se mai ne ho avuta una.

Mi piace l’idea che i capi possano avere diverse vite e raccontare piu’ di una storia… sono felice che una giacca 70s di mia nonna sia ora indossata da una ventenne parigina per esempio…o che un capo da uomo di Dries Van Noten sia portato oversize da una studentessa svedese cosi’ come un prototipo di Raf Simons per Jil Sander, sempre da uomo e sempre oversize, da una designer 60enne  italiana, un paio di zoccoli di Marni da donna da un hair-styler greco, una borsa 90s di Margiela acquistata a Milano viva ora a San Francisco …un abito di Alessandro dell’Acqua e’ ora  indossato da una splendida coreana, perfetta per quel jersey sottile e color carne, quasi una sottoveste, un richiamo alla lingerie…Insomma mi piace raccontare storie. L’ho fatto per anni attraverso gli editoriali come stylist e a volte come fotografa e lo faccio ora attraverso un canale differente. Inoltre la ricerca e la progettazione nel campo del design all’oggi mi interessano di piu’ rispetto allo styling. Da piccola avevo quaderni su quaderni dove disegnavo vestiti e accessori e una grande collezione di pagine strappate alle riviste con editoriali di moda. Ho sempre convissuto questi due aspetti, legati ma diversi.

Adoro il movimento, di oggetti, persone e pensieri. Non sono un essere statico. Mi piace cambiare ma avendo delle basi concrete.

In che modo i tuoi studi hanno influito sul tuo percorso professionale
Mi sono laureata all’ Universita’ Statale di Milano in Lettere Moderne e poi ho fatto un corso di styling in Marangoni, sicuramente il corso di styling e’ stato utile ma non credo fosse davvero necessario. L’universita’ invece mi ha insegnato la pazienza, l’umilta’, la capacita’ di analisi e concentrazione, la velocita’ nell’organizzazione, lo stare nelle cose e sulle cose, la fantasia, la riflessione. Mi ha insegnato ad avere delle visioni e me l’ha insegnato attraverso le parole.

Gli errori che non rifaresti
Ho sbagliato nell’essere stata troppo disponibile ad aiutare molto ( lavorativamente e personalmente ) persone che si sono poi rivelate false e poco riconoscenti. Inesperienza nella valutazione e idealismo. Non sopporto gli opportunisti e gli arrivisti ad ogni costo. Denotano una grave assenza di dignita’. Purtroppo pero’ ce ne sono molti.

Cosa sogni oggi
Birmania, Giappone, Nuova Zelanda, Islanda, Tasmania,Cuba…..potrei continuare…

Avere una barca …

Se potessi scegliere, in quale città vorresti vivere
Non ho ancora visto Tokio…

Al momento penso di non poter vivere in un posto diverso da una grande citta’. Non credo di avere ancora trovato ‘fisicamente’ il mio posto. So che non posso stare lontana piu’ di una settimana da Mr. Till Vanish e piu’ di 2 mesi dai miei amici di sempre ( anche se ormai siamo tutti sparsi qua e la’ ) ..forse e’ quello il posto in cui vorrei vivere. Il luogo dove siano riunite le persone che amo.

Milano per me rimane sempre casa, quella in cui mi riconosco col cuore almeno.

Berlino e’ ancora una novita’, devo imparare a conoscerla meglio, ci sto litigando, ma credo che potremo trovare un accordo.

Un giorno pero’ vorrei trasferirmi su un’isola, nel sud, nel Mediterraneo…e magari aprire un piccolo corner itcouldbemine fuori sede…

La tua serata più divertente
Tante… per fortuna… E forse e’ una fortuna che non la ricordi.

La tua domenica
Quale domenica? Lavorando da freelance la domenica non e’ un giorno diverso dagli altri, cosi’ come ogni giorno potrebbe essere domenica.

Comunque, idealmente,colazione con calma a casa, sigaretta, altra colazione fuori, stare all’aperto, con gli amici, col mio uomo, mangiare qualcosa di buono, prendere la giornata con una certa morbidezza,lentamente,rilassarsi,cucinare, andare ai mercatini, sdraiarsi in un prato, andare al cinema, fare l’amore tutto il giorno, cose cosi’…

Ma la domenica in se’ a me mette sempre un po’ malinconia. Non so perche’ ma e’ una sensazione che ho fin da bambina.

I tre tips senza i quali non potresti vivere
1 – Nella vita conta solo l’amore

2 – Fidarsi sempre e comunque del proprio instinto. Le sensazioni non mentono, mai.

3 – Non sei un albero: se non ti piace dove sei, spostati.

Una persona da seguire su Instagram
Su instagram ci sarebbero moltissime persone da seguire e che hanno profili molto artistici, sia nella forma che nei contenuti.

Io continuo a non spiegarmi il successo di gente che posta cos’ha nel frigorifero e selfie idioti;gente  che ha un profilo assolutamente banale e autoreferenziale ed ha migliaia di followers senza proporre niente di interessante, curioso, stimolante. Il trionfo della mediocrità direi. Questo testimonia che la maggior parte delle persone ama non pensare, si riconosce in qualcosa che e’ basilare , facile da capire, non si mette alla prova, ama identificarsi anziche’ distinguersi, questo e’ molto triste.

Comunque,io seguo e seguirei ideabooksltd , www.idea-books.com : hanno una selezione di libri meravigliosa e spesso ci sono perle introvabili.

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lolli conch

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